sabato, 10 luglio 2004

Autostrade deserte, a confine del mare...

Da pendolare con Borgotaro devo dire che ora ne so ancora di più. Io e la rete autostradale ormai siamo sposati. Quando mi chiedono di dove sia mi verrebbe da rispondere della Tevere Ovest o della Tevere Est. Ma soprattutto ricordo ancora quando Chianciano-Attigliano costava 5000 lire e adesso siamo arrivati a 6,50 euro. E non sono matusalemme eh...

È bella la diversificazione autostradale ai caselli:

a) Casellante: da quello scazzato, a quello triste, a quello che vuole attaccar pezza. Se non fosse per le file il contatto umano slogandomi una spalla per pagare (a volte) lo preferisco.

b) Viacard: Comoda, ma non la farò mai. Non so, mi da fastidio...

c) Telepass: mmmm, preferisco sapere quanto scialo volta per volta.

d) Casello ad elevata automatizzazione: e qui partono i rotfl. Da quelli con quella odiosa voce femminile elettronica, ma impostata, che ti impartisce gli ordini [e ti capita sempre quando hai fretta o se sei nei giorni in cui ce l'hai col mondo e con te stessa...] e quelli muti che timidamente ti danno le istruzioni sul display. Danno il resto, non rompono... ma se sei nemico delle tecnologie sono uccisiori dei nervi di quelli che aspettano dietro.

Varie ed eventuali.

Ricordo il padre di quella che era una mia amica che ogniqualvolta doveva pagare o ritirare il biglietto apriva lo sportello e scendeva dalla macchina. A mia madre stupefatto chiese: "A signò, voi non scendete?".

Ricordo il casello del portogallo. Niente carta di credito, ma ci fecero pagare in pesetas spagnole: ciulati sul cambio [no, non sto parlando di parti meccaniche della macchina, ma quello monetario].

Ricordo le autostrade francesi. In special modo nella francia del sud dove ci sono i tratti a pagamento a barriere ci sono della specie di "cestini" dove buttare dentro le pieces de monnaie se li hai giusti contati. Comodo, lanci lì dentro e passi velocemente. Da copiare da noi.

postato da: Franfiorini alle ore 14:21 | link | commenti (2)
categorie: viaggi

Le zanza...

Facciamo girare l'economia. Parliamo di insetticidi e similia. È estate... aaah, le grigliate, i prati dove contare i fili d'erba [ah, si fa anche altro....?], i concerti all'aperto, accoccolati ad ascoltare il mare quanto tempo siamo stat... ehm dicevo.

L'estate. Il binomio si sposa esattamente con la zanza. La zanzara infatti diventa più puntuale della gnocca a Studio Aperto. Io mi ritengo fortunata visto che di punture ne avrò 3 all'anno [dipende dagli ormoni... mmmm, e i miei?]. Però se si pensa è un business. Dalla rincorsa per le pareti di casa con riviste e ciabatte [furrrbi eh. Mica vola, lei. Poi mica ti lascia quello striscio tipo zorro con le mestruazioni sul muro riverniciato da poco....], al fornelletto [mink, delle piastrine così altamente tecnologiche che la tecnologia te la fan pagare tutta....], al mitico Zampirone passando per il Baygon (ops...) 45 notti [ma a finestre aperte... così la zanza che entra alle 2 di mattina sente ancora l'odore e scappa e non fa come quella con la piastrina...] ai vari candelozzi, citronelle, geranei, piretri, basilici vari [mmmm, du' spaghi a quest'ora....].

La cosa che mi fa rotflare di più è l'autan. Per un essere umano di razza caucasica come me che suda abbestia mi chiedo quanto possa durare la sua efficacia. E poi, diciamolo.... l'avrò messo due o tre volte e le zanzare [che alla fine... quando pungono noi donne sono pure zanzare lesbicozze...] si sentirono più attratte dalle mie parti scoperte, tanto da prendermi come bersaglio preferito. Magari come profumo estivo avrà anche un certo richiamo, su di loro sicuro.

E non avrò ucciso grissini oggi ma ho appena spiaccicato una zanza al monitor.

postato da: Franfiorini alle ore 00:02 | link | commenti
categorie: miscellanea
giovedì, 08 luglio 2004

Rock en seine.

Spulciavo tra i vari festival e sono rimasta sorpresa molto piacevolmente dalla scaletta di uno di questi.

Per chi se ne va in Francia dopo ferragosto è un consiglio: http://www.rockenseine.com/

Il 27 e 28 agosto artisti niente male [molti dei quali sono nei miei ascolti...] : Chemical Brothers, The roots, Sonic Youth, Joss Sotne, Zero 7, White Stripes e Muse.

E questo festival ha solo due anni! Complimenti agli organizzatori e congratulazioni rosicanti a chi riesce a organizzarsi per andare.

postato da: Franfiorini alle ore 16:18 | link | commenti (1)
categorie: viaggi, musica
mercoledì, 07 luglio 2004

Si riflette senza specchio...

["Tre film al giorno, tre libri alla settimana, dei dischi di grande musica basteranno a fare la mia felicità.(...) Non fisso a lungo il cielo perchè quando i miei occhi ritornano al suolo il mondo mi sembra orribile" François Truffaut]

Uhm. Al cinema confesso di essere ancora allergica. Più che allergica pronta all'abbiocco, è più forte di me. Lo sostituisco volentierone coi libri... La musica invece sì, da quell'effetto eroina così piacevole che ti distacca dal mondo...

postato da: Franfiorini alle ore 14:13 | link | commenti
categorie: miscellanea
martedì, 06 luglio 2004

Caro Marco, vaffanculo.

Non so perchè ma ho voglia di spezzare una lancia in onore di Masini.

Caro Marco,

Siamo conterranei, anche se quando dico io conterraneo ad uno non si capisce benone di che parte sia... Ma quel monte Amiata ci unisce nella territorialità. Facendo volantinaggio mi hanno anche quasi distrutto un naso (l'unico che ho eh...) qui a Parma. Non capisco come te sia stato bollato portasfiga, brutto, col parrucchino, sgrattugiamaroni e depresso (cioè, qualche indizio a conferma c'è pure...) e come adesso un ragazzotto tracagnotto con la voce non molto maschia ma ammerricano stia in vetta alle classifiche e in tutti gli sglaps delle teenager.

Cioé: cosa aveva Vaffanculo in meno di Fuck it?

Maddai, mi ricorda la mia tenera età alle elementari. La cassetta ce l'ho ancora, a casa... impolverata... mink, se ben ricordo era anche tarocca... ma mi ricordo come nel mangianastri vecchio nell'autoradio della macchina di mia mamma veniva suonata nell'abitacolo.

Perchè se lo si pronuncia in inglese è un successo e in italiano non era stata trasmessa così nelle radio.

Un abbraccio e una domanda: ma se vincere Sanremo portava sfiga alla carriera... l'han fatto vincere a te per esorcizzare la cosa?

E non ditemi che Fuck it è canzone d'amore... Bella stronza allora cosa è?

[da uccidi un grissino: salverai un tonno.. ]

postato da: Franfiorini alle ore 16:55 | link | commenti
categorie: musica
lunedì, 05 luglio 2004

Filippaut festival.

Il resoconto poi arriva...

Domenica 13 giugno. Saranno le 8. Sono già sveglia da più di un'ora e tento di far qualcosa... ho l'asma allergico che non mi da tregua. Rimpiango Parma e la sua assenza di pini e cipressi, o almeno la sua minima presenza.

Attendo che mio cugino, l'unico che se la mena meno per andare in giro ultimamente, arrivi a prendermi. Già la sera prima ci siamo allegramente mandati affanculo perchè lui voleva che usassimo la mia auto...

Arriva. Non capisco a che ora abbia messo i piedi giù dal letto perchè sono solo le 8 e mezza... penso che non sia venuto direttamente dalla Crucchìa, visto che ha anche un'altra persona appresso. Sorpresona, è il marito di sua sorella...

«Ah, e lui?»

«Dorme, sporca poco, necessita di andare in giro...»

«Ma non ho il biglietto...»

«Collabora con un giornale, se l'è procurato...»

Annuisco con un visibile scazzo. Arriviamo poi a Bologna, dopo un mutismo che darebbe fastidio anche a un sordo. L'ultima volta che eravamo tutti e tre assieme era dopo che la bimba di quel ragazzo lì era morta. E io non avevo una gran confidenza con lui, sebbene un attaccamento affettivo molto profondo alla mia nipotina.

All'arena parco Nord c'era fango. Mink, fortuna che ero senza le scarpe invernali a carroarmato... ricordo l'anno scorso quando al campus pioveva e per andare in mensa dovevamo passare per il prato. Chili e chili di fango per le scarpe. Invece qui c'era il fango, gente rincoglionita, l'erba, il fango, la troupe di MTV, il fango ancora... ah, c'è anche Frankie Hi Nrg che calpesta il terreno.

ma i festival mi piacciono per quello. Più concerti in un giorno, gente che suona che non conosci e puoi apprezzare (o evitare). Ma al Filippaut era la prima volta.

Non so se riesco a dilungarmi in tutte le descrizioni... Posso dire che a distanza di 15 giorni mi ricordo ancora Morrissey (che nella mia ignoranza... mica conoscevo gli smiths...) che rosicava abbestia perchè erano headliner i Muse (o perchè gli avevano ciulato la moglie e ammazzato i genitori, più probabile...). I tre allegri ragazzi morti (visti dal vivo già 3 volte, non deludono), The Zutons (gruppo di Liverpool molto interessante...), i Jet (che dove mancano di voce mettono di simpatia....), i Rasmus (incredibile, non mi entusiasmano ma li godo già due volte dal vivo...), i tv on the radio (bravi, bel suono...e poi anche molto simpatici).

I Muse a coronare il tutto, una giornata dove io ero quella che a turno doveva restare sobria per guidare a casa mentre il danese si era scolato l'impossibile.

Arrivano. È arrivato anche il buio... i giochi di luce che caratterizzano le loro esibizioni si possono godere al meglio. Naturalmente un po' defilati, senza il contatto con le prime file... Mi colpisce paragonando l'entrata a quella che fu del rock am ring come sia cambiato l'abbigliamento. Si sono infighettiti, basta guardare il gessato (con t.shirt rosa sotto) che portava Matt :P Chris era con la maglietta dell'italia, pareva anche una mezza gimako....

Iniziano con Hysteria. E mentre la maggior parte del pubblico urla il ritornello con un inglese ciancicato mio cugino mi guarda strano come la prima volta che l'ha ascoltata (troppo Abba mode). Poi un sei canzoni in crescendo, New Born, Sing for Absolution, The Small Print, Muscle Museum, Citizen Erased, Apocalypse Please.

Poi suonano Ruled by Secrecy. Non so, non mi piace. Ha qualcosa che mi da lievemente fastidio...

Poi però si riprendono, suonano quelle che sono tra le canzoni che preferisco (ok, togliamo Quella di prima e il resto mi piacciono tutte :PP) Sunburn, Butterflies & Hurricanes, Bliss, Plug in baby, Time is Running out e Stockholm Syndrome.

Presissimi nel suonare. Solo ogni tanto Dom diceva un grazie. Matt credo fosse nella solita trance dal concerto anche se (dicevano alcuni) meno teso ed impagliato di quanto non fosse a Roma .
Bello cmq, molto bello.

[da uccidi un grissino: salverai un tonno...]





postato da: Franfiorini alle ore 14:46 | link | commenti (2)
categorie: musica
domenica, 04 luglio 2004

Luther.

Sì, non so se si era capito. Troy mi aveva fatto schifo... al punto che, quando a lezione mi hanno chiesto se l'ho visto o no, ho fatto una faccia (credo di averla fatta almeno...) così strana che l'interlocutrice (che aveva visto The Passion con me) ha detto: «no, come non detto... lasciamo stare...»

Dal mio amiciciccio I scream (eh, l'isola deserta...) invece ho ottenuto Luther.

Vediamo di tirarne giù due linee guida:

Storicamente è fatto molto molto bene, Fiennes non lo vedo molto come Lutero (è troppo bon... ehm, non è adatto a rappresentare quello rappresentato da Cranach), le ambientazioni sono azzeccate.

Joseph Fiennes, seppur bravo nel suo mestiere, sarebbe più adatto come il Poverello D'Assisi anzichè nella parte del monaco tedesco. Poco espressivo, la sua rappresentazione, che sulle prime convince, scema mano a mano che si va avanti.

Eric Till, il regista, doveva rispondere a Gibson. Il risultato è uno sceneggiatone televisivo che si fonde con una sorta di sacra rappresentazione. Forse un po' troppo superficiale sotto alcuni aspetti e un po' *tedesco*. Ma godibile...

Girato tra la baviera (notare la sala delle rappresentazioni teatrali di Neuschwanstein, che doveva essere un tributo alla musica di Wagner ) e nel palazzo Farnese di Caprarola (per quanto riguarda la parte "vaticana") è apprezzabile soprattuto per quaste scelte. Scenografia che si rifà ai paesaggi di Cranach o Dürer. Molto fedeli alla ricostruzione storica sia i costumi che i dettagli (come la cavalcata di Papa Giuliano della Rovere, Giulio II, in armatura dorata o, ancora, la foggia di tipo "Accartocciato" degli stemmi araldici di Papa de' Medici, Leone X, visibili sui drappelloni scarlatti).

Martin Lutero, giovane studente di legge, riesce a salvarsi durante una tempesta e decide di entrare in monastero per prendere i voti, contro il volere di suo padre. Si mette subito in evidenza, grazie anche ai consigli del suo mentore, e viene mandato a Roma. Una volta arrivato nella città eterna, si rende conto della corruzione che regna nell'ambiente ecclesiastico, viene a conoscenza della vendita delle 'indulgenze' (quando lui stesso ne acquista una...) e ne rimane sconvolto. Dopo un periodo di studi all'Università di Wittenberg diventa professore di teologia e tra i suoi sostenitori c'è il principe elettore Federico III il Savio di Sassonia, che ammira il suo coraggio e la sua determinazione, anche se le sue convinzioni potrebbero causare delle rotture insanabili con la Chiesa romana. Il principe da grande collezionista di reliquie, come era nella moda dei sovrani del tempo (potete ammirare una splendida quanto macabra collezione di vari pezzi di santi in una della sale della Residenz di Monaco di Baviera) si affeziona alle convinzioni del giovane monaco. Nel frattempo, Papa Leone X, decide di finanziare la costruzione della Basilica di S.Pietro proprio con i soldi ottenuti per evitare 'l'eterna dannazione'. In Germania si cerca di convincere le folle ad acquistare lo speciale lasciapassare per evitare le fiamme dell'inferno ma Lutero, infuriato, pubblica nel 1517 le 95 Tesi contro questa manipolazione da parte della Chiesa. Grazie all'invenzione della stampa fatta nel 1456 da Güttenberg, queste tesi vengono diffuse in tutta Europa. Il Papa ordina al monaco tedesco di rinnegare i suoi scritti dietro minaccia di eresia e conseguente scomunica. Ma Lutero non si lascia intimorire, va avanti con le sue idee e dà inizio allo scisma che porterà alla nascita della riforma protestante.

Il film parte bene mostrandoci un Lutero molto "inquieto ed irreqiueto", che NON si limita a predicare o a teologare ma che prende in mano la vanga e scava con le sue mani la tomba per il bambino suicida al quale era stata negata la sepoltura in terra consacrata. Purtroppo, addentrandoci nel corpo della pellicola, vediamo un ritratto di Martin sempre più superficiale, abbozzato e sempre con minor spessore. Alla fine anche un po' isterico, visto quanto il regista induce sui dialoghi del monaco col demonio. Tanto che, alla fine della proezione sembra quasi di aver assisitito alla biografia di un asceta.

Il film è stato prodotto con evidente e un po' sfacciata parzialità protestante, sorvola sui contenuti della Riforma: il tutto viene limitato e ridotto al Nuovo Testamento "vulgato" in lingua tedesca. Lo stesso Lutero viene presentato privo di ogni coinvolgimento politico e sociale, facendone una specie di "santino" e spacciandolo per un teorico avulso da ogni contatto con la realtà. Senza minimamante accennare a quanto la Storia ci dice: cioè, per esempio, ai suoi diretti incitamenti rivolti ai principi affinchè trucidassero i contadini ribellatisi, o ai suoi contrasti con Erasmo da Rotterdam, col quale ebbe frequenti scontri e costanti rapporti di forza. Senza minimamante soffermarsi sulla sua vera e diretta richiesta, fatta al Principe Elettore di Sassonia, di mettere al bando l'ex professore di teologia a causa della eccessiva strumetalizzazione politica delle tesi inizialmente condivise. E' curioso notare come il film, inoltre, evisceri fin nei dettagli più prolissi la situazione, i difetti e il mutamento della Chiesa Romana, ed eviti invece di fare una simile analisi anche per quel Sacro Romano Impero che stava vivendo, anch'esso, un grande mutamento epocale. Di lì a poco, infatti, la pace di Augusta vide l'Imperatore Carlo V (lo stesso del film) sancire ufficialmente il principio del "Cuius Regio Eius Religio", cioè la decisone di lasciare ai vari Principi e ai relativi sudditi la libertà di culto. Una specie di "federalismo religioso", dunque, che tolse sia "de Jure" che "de facto" ogni prerogativa Romana al Sacro "Romano" Impero. Parlando del cast, nella media complessivamente dignitosa degli intrpreti spiccano due attori: da un lato Sir Peter Ustinov che ci regala una interpretazione e una caratterizzazione del personaggio (il Principe Elettore di Sassonia, Federico) davvero memorabili. Esprimendo una forte personalità e, al tempo stesso, una ironia davvero godibile.

Alla fine resta il film storico meglio fatto degli ultimi 12 mesi. Da vedere, non fa storicamente venire strani pruriti.

[da uccidi un grissino: salverai un tonno...]

postato da: Franfiorini alle ore 21:53 | link | commenti (3)
categorie: cinema

Troy....

Maremma porca. Un film di merda, diciamocelo. Spendete quei 5 euri giusto se non avete spazio in casa per pomiciare....
Diciamo che paragonata a un altro film storico tipo il Gladiatore....
Gladiatore batte Troy 20-0.

Diciamo che il regista ha fumato pesante...

Citando I scream sembrava la guerra del Golfo.

La cosa che salta agli occhi anche di un cerebroleso è l'assedio a Troia che nel film pare che duri si e no due settimane...
mancava il generale Shwarzkof o come cacchio si chiamava a fare un briefing da un momento all'altro.

Meglio, a sto punto, una puntata del commissario Rex.
È errata la scelta dell'attrice come quella di molti attori, che sembrano più vichinghi che greci o troiani.
Insomma, Elena bionda e con gli occhi chiari... vabbè... diciamo liberamente ispirato a...

Achille che muore dopo per esigenze di copione, Menealao che muore e non dovrebbe, il fuggi fuggi da Troia, Aiace muore da pirla, mancano Ettore e Andromaca, Patroclo che muore soft.... evvabbè...
Agamennone "pastore di uomini" appare come un rincoglionito che parla come in un film western di serie Z.
Le lance non vengono lanciate, ma vi si combatte come in un film di samurai, e certe evoluzioni di Brad Pitt con addosso un armatura sembra una scena di Matrix.
Dove sono i nobili alleati dei Troiani, provenienti da gran parte dell'Asia Minore? Perchè non c'è traccia della peste nel campo acheo, della preghiera di Crise? E quando Priamo, dalle mura, si fa indicare da Elena (da lì l'epiteto di troia->> donna di malaffare, immagino...) i guerrieri greci?

Mah.
Le ricostruzioni sono fatte meglio a Gardaland.
Girato sulle spiaggie bianche Messicane, e il mare di troia.... brrrr
poi non è così neppure la vegetazione....
La cosa che fa più scandalo l'assenza totale di Cassandra, di Tersite, mancano le assemblee, Lacoonte, manca l'Ira di Achille: insulsa la scena di Briseide che appena catturata viene pretesa da Agamennone e Achille ha solo un briciolo di disappunto non si capisce bene nemmeno perchè; assurdo il dialogo fra Achille e Briseide in cui lei, dopo l'uccisione di Ettore, lo accusa di aver ammazzato un uomo buono e lui si giustifica dicendo "beh, ma lui mi aveva ucciso il cugino" (eggrazie al cuper, che cazzo di spiegazioneè?); non esistono i cavalli di Achille e nessuno piange la morte di Patroclo, persino le armi di Achille sono armi qualunque (rigorosamente di ferro, ovviamente) e non le armi d'oro forgiate per lui da Efesto (non si capisce nemmeno come fa Ettore a scambiare Patroclo per Achille, visto che si erano già conosciuti il giorno prima al tempio).
Omero aveva usato la tecnica dei flashback, partendo dagli ultimi giorni della guerra per dare l'idea di una guerra lunga e logorante...il regista no, racconta tutto di fila e più che dieci anni sembra durare al massimo un paio di settimana. I soldati non invecchiano, i re nemmeno...Ulisse sembra solo un po' meno scemo degli altri, per niente astuto e affatto subdolo.
Ma soprattutto gli arredi: il trono del re di Micene è circondato dalle due statue di leoni che ornano la famosa porta, la statua di Apollo è una pessima copia dell'arciere inginocchiato del frontone del tempio di Zeus a Olimpia rifatta da un dadaista guercio.
Sembrava di vedere "salvate il soldato Paride", con tutti i troiani a difendere la scelta d'amore di Paride che senza la storia della mela sembra una cosa un po' assurda da ripicca da bambino viziato...

ma la scena davvero meravigliosa...
Troia in fiamme, tutti scappano dal passaggio segreto, Briseide uccide Agamennone (!!), nessun bimbo viene lanciato dalle mura (!!!), Paride uccide Achille che si era nascosto nel cavallo per cercare Briseide (!!!!) dopo di che Paride salva la "Spada di Troia", simbolo della città (anche qui rotfl, la spada), ferma uno per strada che corre e gli chiede:- Tu! Come ti chiami?-

Ad Enea?

Si che io con tutto il puttanaio che ho intorno fermo uno per uno e gli chiedo come si chiama.... ma vaffanculo va...

[ da uccidi un grissino: salverai tu tonno...]


















postato da: Franfiorini alle ore 21:45 | link | commenti
categorie: cinema

Rennes le chateau.

http://www.rennes-le-chateau.org/

Credo sia una delle più grandi boutade del secolo passato. La ricerca spasmodica del graal, dei simboli dell'ultima cena del Cristo non ha contraddistinto il secolo passato, culminando con la frenesia dell'ultimo periodo Nazista della ricerca ad ogni costo di quell'hyperlink verso quel particolare misticismo.

Rennes le chateau diciamo che è un grazioso compendio costruito (forse) ad arte di tutte le superstizioni franco-alchemico-massoniche d'oltralpe. Però da scettica completa mi attrae una cosa: come un abate, Berenger Saunière, è riuscito in una delle più abili operazioni di marketing che si tramandano anche post-mortem.

Ma perchè era così importante? Anzitutto, qualche data. 1244: cade Montségur, l’ultima fortezza catara, al termine di una lunga lotta condotta dai cattolici contro questa eresia insidiosa diffusa in quasi tutta l’Europa. Il luogo si trova a pochi chilometri da Rennes le Château, e per secoli si favoleggerà di un tesoro che i catari avrebbero messo in salvo all’ultimo momento e nascosto nella zona. 1255: prima costruzione della chiesa parrocchiale di Rennes le Château, dedicata a santa Maria Maddalena, che le leggende francesi vogliono rifugiata dalla Palestina in Francia per sfuggire alle persecuzioni e che giocava un ruolo anche nella mitologia catara.1776: muore Jean Bigou, parroco di Rennes le Château, che alcune voci vogliono a sua volta appassionato di cose esoteriche. 1781: muore a Rennes le Château la marchesa Marie de Negre, che entra nella storia che ci interessa perché sposa di un signore d’Hautpoul, la cui famiglia aveva avuto relazioni con i catari e con le leggende sul loro tesoro, e perché viene sepolta con un’iscrizione che avrebbe un significato nascosto e della quale rimane solo una copia, della cui autenticità non si può essere certi. 1885: diventa parroco di Rennes le Château don Berenger Saunière (1852-1917). Personaggio bizzarro, nel 1909 si rifiuterà di trasferirsi in un’altra parrocchia e nel 1910, dopo aver perso un processo ecclesiastico, subirà una sospensione a divinis, poi revocata. Pure privato della parrocchia rimarrà fino alla morte nel paese, che aveva arricchito con nuove costruzioni — fra cui una curiosa "torre di Magdala" — e scandalizzato con i suoi scavi nella cripta e nel cimitero — nel corso dei quali andò distrutta la famosa stele di Marie de Negre — alla ricerca non si sa bene di che cosa. In rapporto con gli ambienti esoterici dell’epoca — fra l’altro, con la cantante e occultista Emma Calvé (1858-1941) — avrebbe scoperto nella sua parrocchia importantissimi manoscritti antichi, ma quelli che sono emersi sono falsi evidenti del diciannovesimo, se non del ventesimo secolo.

Cerchiamo di riassumere con qualche particolare in più questo giallo d'annata.. Siamo nella francia del 1892, in un paesino minuscolo nell'Aude. Circa 200 anime, ma conosciuto da molti potenti del mondo. La chiesa ha bisogno di riparazioni, ed il parroco, François Berenger Saunière, non propriamente il prototipo del pastore d'anime, era riuscito a raccogliere faticosamente il denaro necessario. Sì, prima faticosamente. Poi un giorno scrisse sul suo diario, scandagliato nell'ultimo secolo da esperti soprattutto di oltreoceano, di aver trovato un tesoro. Fino al 1892 infatti, il parroco aveva dovuto arrabattarsi per far quadrare i conti della parrocchia; dopo il ritrovamento di alcune pergamene, qualcosa cambiò d'improvviso. Saunière, spostando l’altare della Chiesa – che all’epoca era attaccato al muro perché l’officiante, al contrario di oggi, dava le spalle ai fedeli – trovò quattro antiche pergamene nell’incavo di una colonnina di sostegno. Due di quelle pergamene risalivano pare al Medioevo mentre altre due erano state scritte da un predecessore di Sauniere, l’abate Antoine Bigou, che aveva retto in precedenza la parrocchia di Rennes.

Saunière le mostrò al vescovo di Carcassonne, poi chiese e ottenne il permesso ed il denaro per recarsi a Parigi e fare esaminare i manoscritti da uno specialista. Nella capitale rimase per tre settimane, dove trascorse gran parte del tempo al Louvre (e il resto a fare la bella vita), ed acquistò le riproduzioni di vari quadri, tra cui un dipinto di Nicholas Poussin intitolato Pastori d'Arcadia. Questa tela, realizzata intorno al 1640, rappresentava un sarcofago con l'iscrizione "Et in Arcadia Ego". il sarcofago esisteva veramente a poca distanza da Rennes-le-Chateau, e sebbene, in teoria, Poussin non si fosse mai recato da quelle parti, anche il paesaggio dello sfondo del quadro sembrava coincidere con quello reale. Curiosamente, tra i quadri che d’improvviso cominciarono a interessarlo c’era anche un ritratto di un papa speciale: Celestino V, un papa che non andò mai a Roma e che visse e morì a L’Aquila. Celestino, tra le altre cose, era il predecessore di quel Bonifacio VIII che tanta parte ebbe nello scioglimento sanguinoso dell’ordine dei Templari, all’inizio del Trecento.

Intanto i lavori alla parrocchia proseguivano; sotto l'impiantito fu rinvenuta una lapide di pietra; essa venne rimossa, ma solo Saunière ebbe modo di vedere cosa celasse. Da quel momento il parroco cominciò a compiere lunghe esplorazioni nei luoghi circostanti finché, qualche tempo dopo, i lavori di restauro ripresero. Ma, questa volta, con grande spiegamento di mezzi: d'improvviso il denaro cominciò a scorrere a fiumi: il sacerdote sembrava ora possederne in quantità illimitata. Saunière acquistò molti terreni circostanti, costruì una passeggiata a semicerchio, e fece edificare una torre che chiamò Tour Magdala in onore di Maria Maddalena. Saunière pagò tutti i lavori di tasca sua, e continuò a disporre di grandi quantità di denaro fino alla sua morte (1917). Da dove veniva quell'improvvisa ricchezza? Saunière ristrutturerà la Chiesa con gran dispendio di mezzi economici e passando lui stesso ad uno stile di vita da nababbo, senza mai fornire spiegazioni di questo repentino cambiamento. Alcuni hanno calcolato che nel giro di pochi anni Sauniere spese l’equivalente di circa 15 milioni di euro (più o meno 30 miliardi di vecchie lire). Forse più verosimilmente il denaro proveniva da una gestione un po' simoniaca del denaro donato dai parrocchiani per messe e opere di bene. Però Per quasi settant'anni l'enigma dell'improvvisa ricchezza del parroco rimase relegato tra i misteri locali; poi, nel 1968 Gerard De Sede, esoterista e scrittore specializzato in saggi sui tesori nascosti, raccontò la storia di Saunière nell'intrigante volume Le Tresor Maudit (il tesoro maledetto ). Secondo De Sede, il sacerdote aveva risolto un complicato codice che coinvolgeva, oltre alle pergamene, il quadro di Poussin, giungendo così al nascondiglio di un tesoro maledetto (le ragioni del sinistro attributo non sono perfettamente chiare, ma giustificano la frase Terribilis est locus iste" "Questo luogo è terribile", di origine certamente biblica — riferita alla scala di Giacobbe — ma inconsueta all’ingresso di una chiesa).

L'ipotesi più gettonata è quindi che il tesoro di Sauniére non era un vero e proprio tesoro ma una serie di documenti in grado di confermare una leggenda antica, ambientata – tanto per cambiare – proprio in questi luoghi. Secondo questa leggenda, Gesù non morì sulla croce ma, salvato dai suoi, poté lasciare la Palestina e raggiungere il sud della Francia. Con lui, nel piccolo gruppo di ebrei cristiani fuggiaschi, ci sarebbe stata anche Maria Maddalena, la prostituta che, secondo la Bibbia, Gesù aveva convertito. Un’altra versione della leggenda vuole che invece da queste parti sia arrivata solo la Maddalena con pochi altri ebrei. Ad ogni modo, nella terra dove si dice che secoli prima si fossero rifugiati alcuni seguaci di Gesù, il Tesoro del Tempio di Gerusalemme trovò la sua nuova collocazione. Da quella piccola comunità di ebrei fuggiti dalla Palestina si sarebbe sviluppata la discendenza che avrebbe dato vita alla prima dinastia di re francesi, i Merovingi. La ricchezza di Berengere sarebbe quindi derivata dalla “vendita” di documenti relativi a questa storia o comunque ad un sapere arcaico ed esoterico
E il flusso di celebrità che ha seguitato a visitare Rennes Le Chateau è lungo anche negli anni asuccessivi:C’era Emma Calvè, la cantante lirica più celebre dell’epoca, una specie di Maria Callas, c’era il segretario di Stato francese per la Cultura, nobili e finanzieri. Ma il più sorprendente è forse l’arciduca Giovanni d’Asburgo, fratello dell’Imperatore d’Austria Francesco Giuseppe che versò a Sauniere somme ingenti. Poi Mitterand, Marlene Dietrich, Grace Kelly, Josephine Baker e Richard Wagner. In particolare il compositore tedesco, molto amato da Hitler e dai nazisti, venne da queste parti prima di comporre la sua opera “Parsifal”, una storia dove ha un ruolo centrale la ricerca del mitico GRAAL. Cercavano forse questo gli uomini dell’esercito tedesco nel 1943-44 nei loro frenetici scavi sotto la guida del gerarca nazista più noto per le sue conoscenze esoteriche, Otto Rahn?
Ma ricapitoliamo gli indizi lasciati volutamente a disposizione del volonteroso indiana jones esoterico:
1) sul portone d’entrata c’è una scritta in latino che dice “Questo è un luogo terribile”
2) l’acquasantiera è retta da un demone la cui figura è tratta da un libro della biblioteca di Sauniere. In quel libro il demone viene chiamato “Asmodèo”: nella mitologia ebraica era questo il nome del re dei demoni e il guardiano del tesoro di Salomone
3) In un mosaico sopra l’altare è raffigurata l’Ultima Cena con una donna, ai piedi del Cristo, con una coppa in mano. Un accoppiamento quello tra Ultima Cena e Maria Maddalena che non trova riscontro nel racconto della Bibbia
4) In un grande affresco murario si vede una borsa semi aperta da cui si intravede il luccichio dell’oro; inoltre le iniziali dei nomi dei santi raffigurati dalle statue collocate nella Chiesa formerebbero il nome di GRAAL.
5) Alcune caratteristiche della Chiesa richiamano il testo di una delle pergamene ritrovate.
Ma Saunière non si limitò alla Chiesa: restaurò il presbiterio, riorganizzò il cimitero, creò un giardino geometrico davanti alla Chiesa. Al centro del giardino una statua della Vergine posta su una delle due antiche colonne (sistemata al contrario) che sorreggevano l’antico altare della Chiesa. Altra stranezza: si fece costruire uno studio a fianco del cimitero, uno studio che poggia su una grande cisterna d’acqua. E una volta che scoppiò un grande incendio, benché fosse molto amato dagli abitanti per il bene che faceva, negò l’utilizzo dell’acqua della sua cisterna. Come mai? Secondo alcuni esperti di magia l’acqua è una potente protezione dagli influssi negativi e Sauniere – di cui sono noti i legami con ambienti esoterici e magici – probabilmente non voleva rinunciarvi o ne aveva bisogno per le sue ricerche.
Si dice che nel corso delle sue ricerche Saunière abbia distrutto alcune tombe proprio per non lasciare tracce delle sue scoperte. Tra queste il caso più clamoroso è quello della tomba di una nobildonna della zona, morta un secolo prima: si chiamava Marie, marchesa d’Hautpoul de Blanchefort. La sua tomba recava un’iscrizione abbastanza strana, composta dal predecessore di Sauniere, l’abate Bigou. La cosa curiosa è che Bigou era stato cappellano della nobile famiglia dei Blanchefort, famiglia che poteva vantare tra i propri antenati addirittura un Gran Maestro dei Templari, Bernard de Blanchefort, quarto maestro dell’Ordine, l’uomo che aveva voluto misteriosi scavi in queste terre, sulle quali troneggiava anche il suo castello a due chilometri in linea d’aria da Rennes.
L’iscrizione di Bigou, che Sauniere distrusse ma che era stata copiata in precedenza, aveva delle correlazioni con i testi delle pergamene trovate sotto l’altare. In particolare, mettendo in fila solo le parole scritte tenendo conto di errori e spaziature sbagliate si arriva a comporre – secondo alcuni – la frase: A RE DAGOBERTO II E A SION APPARTIENE QUESTO TESORO ED EGLI E’ LA MORTO. Qualcuno di stirpe reale potrebbe essere veramente sepolto intorno alla chiesa, per via della doppia banda chiara presente sul muro della chiesa, a meno che ciò sia stato fatto ad arte nel restauro della chiesa.
Capitolo soldi.
Il sacerdote non volle mai spiegare perché aveva così tanto denaro a disposizione e non si fece sfuggire una parola neanche quando venne sospeso a divinis. Riammesso dalla Chiesa qualche anno prima della morte, Berengere Sauniere al momento di passare a miglior vita non risultò possessore di nulla. Tutto era intestato alla sua governante e forse anche amante: Marie Denardaud che visse nella lussuosa casa di Sauniere fino alla morte, nel gennaio 1953. Alla fine della Seconda Guerra mondiale, con l’introduzione dei nuovi franchi, veniva chiesto a chi voleva cambiare le vecchie monete con le nuove, la provenienza di quelle somme. La Denardaud non volle mai sottoporsi a questo interrogatorio e si racconta che avesse bruciato grossi mucchi di banconote.
Prove seminate per il paese come da un abile giallista in una delle sue opere.
Più che segreto ancora una validissima operazione di mercato speculando sulla credulità popolare. Sebbene sia un reato, sebbene sia nella partria dell'illuminismo, sebbene ora ci sia gente che studia queste cose scientificamente. :)
Insomma chapeaux all'abate, a volte certi gialli sono meno scritti bene.

[da uccidi un grissino: salverai un tonno... ]

















postato da: Franfiorini alle ore 21:10 | link | commenti
categorie: storia e affini

Benvenuti.

Ci ho perso un'oretta buona ma poi il template mi garba ^____^

Ho deciso di fare uno sglaps parallelo perchè anche a me, come all'amico squeeze, splinder non accetta più nuovi link.. e non solo per questo ;) Diciamo che questo sarà lo sglaps serio e senza riflessioni strambe... Infatti anche il nick è quello istituzionali del ng "seri" :P

postato da: Franfiorini alle ore 18:23 | link | commenti
categorie: miscellanea

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Sono qualcuno che ha l'esigenza di scrivere ma non la proporzionalità diretta ad essere letta.

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