Luogo da sogno a metà strada tra Orvieto e il lago di Bolsena, in provincia di Viterbo, infisso in un teatro naturale formato da calanchi.
Denominata dallo scrittore Bonaventura Tecchi La città che muore, a causa della sua collocazione, l'antico borgo sorge, infatti, su un terreno molto precario: situata su una platea tufacea, rischia il crollo perchè i vasti banchi d'argilla che la sorreggono sono soggetti a continua erosione. Essendo posta su un colle di interessanti dimensioni, offre di se un aspetto incomparabile, levando il fiato ai turisti che dalla strada cominciano a scorgere la sua rara maestosità, al tramonto prende uno strano aspetto lunare offrendo emozioni uniche a chi la osserva.
In epoca medioevale, Civita di Bagnoregio, attraversò il periodo economico di massimo splendore, divenendo il nucleo centrale della città e delle zone limitrofe.

Collegata alla "terraferma" da un lungo ponte in cemento è luogo di particolare suggestione da visitare specie per gli scorci. Da segnalare nella chiesetta del paese un particolare crocifisso "smontabile" (e che cambia epressione del volto del Cristo a seconda del punto da cui lo si osserva) che viene portato in processione il venerdì santo fino a Bagnoregio e che per tradizione deve essere riportato entro il finire del venerdì santo in chiesa.