venerdì, 30 giugno 2006

Consigli per l'ascolto su XFM.

XFM ci presenta un insieme di streaming live piuttosto interessanti.
Xfm's Winter Wonderland 2005, anche se della fine dell'anno scorso, è stato aggiunto da poco sul sito, e così potete godere delle performance live di gruppi come Editors, Maximo park, Kooks, Kaiser Chiefs, Hard fi e molti altri.
postato da: Franfiorini alle ore 15:55 | link | commenti
categorie: musica
martedì, 20 giugno 2006

Muse - A crying shame

Mp3
Too late
Yeah baby it's too late
And time has made the spell abate
Now it's time to desecrate

But we had a dream
And it was meant to be
And we were kissing gods
Against all the odds

Now it's a crying shame
And it's a crying shame
We don't know who to blame
It'll never be the same
And it's a crying shame

Too much
We demolish too much
And we've really fucked it up
Yeah baby you lost your touch

You had a dream
And it was meant to be
When you were kissing gods
Against all the odds

Now it's a crying shame
And it's a crying shame
You don't know who to blame
It'll never be the same
And it's a crying shame

And it's a crying shame
postato da: Franfiorini alle ore 19:43 | link | commenti (1)
categorie: muse
sabato, 17 giugno 2006

il tempo

Dal rock dei Muse spunta Morricone
Il leader Matthew Bellamy si è trasferito a Como per amore di una psicologa
di LUCA BENEDETTI QUEL ramo del lago di Como che ha incantato l'attore George Clooney, da qualche anno ospita un altro cittadino straniero altrettanto famoso: è l'inglese Matthew Bellamy, cantante, chitarrista e mente del gruppo rock britannico Muse, che l'altra sera a Milano hanno tenuto un concerto breve ma intenso, anteprima del tour mondiale che li riporterà in Italia a dicembre, per presentare il nuovo album «Black Holes And Revelations» che uscirà il 30 giugno. A sradicare Bellamy (29 anni oggi) dal paesino natale di Teignmouth (dove è rimasto solo il bassista Chris Wolstenhome; mentre il batterista Dominic Howard vive a Londra nel quartiere in di Highbury) è stato l'amore: la promessa sposa si chiama Gaia Polloni ed è una giovane psicologa di Como che Matt ha conosciuto a Londra. «La mia fidanzata è una fan accanita di Ligabue: mi ha portato al concerto di San Siro a Milano e me l'ha fatto conoscere a Napoli durante il Festivalbar. Fa un rock troppo classico per i miei gusti, però m'intrigano i suoi testi che approfondirò appena il mio italiano sarà migliore». La frenetica caccia al biglietto per il concerto di Milano dimostra che la fama mondiale dei Muse è in continua espansione, soprattutto dopo la straordinaria performance live al festival di Glastonbury del 2004. Ogni loro disco raddoppia le vendite rispetto a quello precedente: 500 mila copie dell'album d'esordio «Showbiz» (1999), un milione del secondo «Orgin Of Symmetry» (2001) e 2 milioni del terzo «Absolution» (2003). Raddoppiare quest'ultima cifra non sarà semplice, però il quarto cd «Black Holes And Revelations» ha tutte le carte in regola per allargare la schiera dei loro ammiratori, fra i quali possono vantare anche David Bowie. I "buchi neri" e le "rivelazioni" disseminate nel nuovo disco sono pensieri visionari di Bellamy: «La paura che la nostra civiltà faccia la fine dell'Impero Romano ("Knights Of Cydonia"); la perdita della speranza per colpa di guerre inutili ("Invincible" e "Soldier's Poem"); la teoria che la Terra sia una sfera in espansione risucchiata verso un gigantesco buco nero al centro dell'universo ("Supermassive Black Hole"). La canzone "Exo-Politics" parla di un'invasione aliena ordita da un misterioso "Nuovo Ordine Mondiale"; ma il cardine lirico del cd è "Assassin", che incita a una rivoluzione globale le generazioni più giovani, tenute sempre meno in considerazione dal potere. Mi rendo conto di apparire pessimista e frustrato, ma non mi vergognerei di sobillare una piccola rivolta, se per una causa giusta». "Black Holes And Revelations" ha diverse anime: il singolo "Supermassive Black Hole" è un falsetto alla Prince; "Starlight" viene definito dagli stessi Muse «un concerto degli Abba sulla luna»; "City Of Delusion" compie un'escursione nel tex-mex; "Map Of The Problematique" strizza l'occhio ai Depeche Mode incrociati con i Queen, un punto di riferimento ricorrente nelle 11 tracce del cd. L'impronta dei Queen è più marcata nel brano finale "Knights Of Cydonia", dove il rock-sinfonico di "Bohemian Rhapsody" s'incrocia con atmosfere da spaghetti-western delle colonne sonore di Ennio Morricone: «Abbiamo registrato parte del disco nello studio di Mauro Pagani a Milano, ho ascoltato Morricone e tanto folk italiano, mi è piaciuto un cantante napoletano, Massimo Ranieri», ha concluso Bellamy.
postato da: Franfiorini alle ore 18:48 | link | commenti
categorie: muse
venerdì, 16 giugno 2006

Indipendente.com e i Muse.

Da indipendente.com
I Muse che lasciarono il festival di Glastonbury nel 2004 erano molto diversi da i Muse che erano arrivati. In coda a sette anni praticamente trascorsi in tour, si percepiva una certa ansia; la loro ascesa da band più famosa di Teignmouth nel 1997 a una delle più popolari in tutta Europa nel 2004 fu senza dubbio un viaggio interstellare ma comunque, chiudere Glastonbury fu un ulteriore passo avanti, una scommessa con se stessi e con una folla stanca e ricoperta di fango che doveva affrontare una lunga serata domenicale desiderando magari di tornarsene presto a casa, persino gli stessi Muse dubitarono di uscirne vincitori. “Ci fu offerto di fare gli headliner e la cosa ci spaventò fin dall’inizio perché pensavamo di non essere abbastanza popolari da potercelo permettere,” dice il bassista Chris Wolstenhome. “La giornata era piovosa e orribile e poiché era la fine del festival, pensammo che la gente sarebbe stata distrutta ma invece fu esattamente il contrario.”

Quindi ce la fecero? Ce la fecero, presero il toro per le corna, lo legarono ad uno space shuttle e lo spararono nella galassia. Glastonbury 2004 vide i Muse marciare con forza nella cerchia di quei gruppi che prima di loro avevano fatto con successo da headliner al festival e dimostrarono di essere loro stessi una potenza del rock britannico. Fu solo con il suono della folla ancora vivo nelle orecchie che, affermano, si resero conto di “avercela fatta”.

E così la band che quella sera salì sul Pyramid Stage fu un fenomeno che arrivava in quel momento al suo picco massimo. Una band che, all’età di 19 anni, fu sradicata dai loro lavori di decoratori d’interni e gettata su jet privati e in limousine mentre si dava inizio alla caccia ai Muse da parte degli A&R, che infranse in modo spettacolare tutte le regole del Vero Rock pubblicando un singolo di debutto (‘Muscle Museum’) che era un crossover egiziano/funk, scrivendo riff così complicati nella loro genialità che minacciavano di affettare chiunque avesse provato a suonarli (‘Plug In Baby’), trasformando Nina Simone in un’icona rock (‘Feeling Good’). Una band che ha più che raddoppiato il suo pubblico ogni volta che ha pubblicato un nuovo album (nel 1999 ‘Showbiz’ mosse 500,000 copie, nel 2001 ‘Origin Of Symmetry’ arrivò al milione e nel 2003, quel capolavoro d’epica malignità di ‘Absolution’ vendette il doppio del precedente) e che si è confermata essere il più affascinante teatro d’opera fantascientifico in circolazione nel circuito europeo dei concerti negli ultimi cinque anni. Una band che, devastando le Grandi Praterie d’Europa, finirono a loro volta devastati dalla Strada. “Sono convinto che abbiamo tutti dei cicli,” afferma Matt, “come quando ti diverti e poi ti senti giù non appena l’umore si fa scuro. Ma durante quel secondo giro, eravamo tipo ‘oh dio, stiamo di nuovo andando verso il fondo, dobbiamo andarcene a casa e starcene lontani dai tour per un bel po’ di tempo’.

Ma “Absolution” stava diventando un fenomeno di culto negli USA così con il successo di Glastonbury alle spalle e due concerti sold out all’Earls Court di Londra poco prima di quel Natale come regalo per i loro fan, i Muse arrivarono nel circuito del mid-West americano, spogliandosi della produzione per le arene europee e riscoprendo la rissosa quanto propensa agli incidenti formazione a tre che giaceva sopita sottostante. “Passammo da queste enormi arene in Europa a suonare di nuovo davanti a 200 persone in uno di questi buchi angusti,” ricorda Matt ridendo. “E’ il prezzo che si paga quando ti abitui troppo ai grandi palcoscenici. Ma ci ha fatto bene essere di nuovo trattati come una nuova band e percepire di nuovo che la gente ti stava scoprendo.”

Rinvigoriti, i Muse si presero un mese di pausa per riposarsi a casa - - Matt si trasferì qui in Italia a Como, Chris e la sua sempre più ampia famiglia restarono a Teignmouth e Dom si trattenne a Londra nel quartiere ‘trendy’ di Highbury – prima di riunirsi nell’estate 2005 nello studio infestato dai pipistrelli Chateau Miraval, in una città dei Cavalieri Templari nel Sud della Francia. Matt: “Mi ricordava, tra tanti posti, del Devon. La maggior parte del processo compositivo iniziò lì, un luogo molto tranquillo e davvero estraneo all nostro solito stile di vita.”

I loro album precedenti, pensarono, erano nati dalla necessità: buttati fuori per fronteggiare imminenti concerti e ancora zoppicanti per poter essere suonati dal vivo. Questa volta, presero un approccio Senza Limiti – nessun tour nell’immediato, nessun limite alle scemenze in studio; volevano esplorare le possibilità tecnologiche della ‘band da studio’. Tuttavia, la strumentazione allo Chateau Miraval non era, a dire il vero, all’altezza di registrare un album dei Muse, così la band si trasferì a New York per completare la maggior parte delle registrazioni agli studi Electric Lady e Avatar e per impregnare il disco con i dovuti sapori del dance floor. “Il fantasma di Hendrix si aggirava in studio,” racconta Matt, “e Bowie un giorno ci venne a trovare giusto per salutarci. Fu molto bello; avere l’approvazione del giovanotto. Se fossimo restati in Francia a registrare tutto l’album, probabilmente sarebbe venuto fuori molto prog. Canzoni come ‘Knights Of Cydonia’ sarebbero durate venti minuti. Per qualche strano motivo, andare a New York compresse il tutto e il disco divenne molto più influenzato dal groove. Canzoni come ‘Starlight’ e ‘Supermassive Black Hole’ e ‘Hoodoo’, avevano tutte un ritmo che cambiò radicalmente quando andammo a New York, e non so se fosse per quello che si respira in quella città o per altro.”

Se i Muse sembrano una nuova band in ‘Black Holes and Revelations’ è perché, dopo Glastonbury, lo sono: con una mente più aperta, uno spirito più tranquillo e un sound che è tutto tranne sedentario. Eppure, alcune parti di questo disco potrebbero sconvolgere i più: dopo che il brano di apertura ‘Take A Bow’ riprende da dove ‘Absolution’ era terminato – tutto cupi sintetizzatori celestiali e i lamenti da predicatore di Matt che annuncia “You will burn in hell for your sins!” – siamo improvvisamente sparati verso latitudini inesplorate. ‘Starlight’ è un concerto degli Abba sulla Luna, ‘Map Of The Problematique” i Depeche Mode che imitano i Queen per la colonna sonora di un film di James Bond theme e, cosa più sorprendente, ‘Supermassive Black Hole’, un electro-metal stomper dal ritmo dance, come se Beck desse a Marilyn Manson una dose di elio allo Studio 54.Per non parlare del trittico meta-country influenzato dal folk italiano che chiude il disco in un turbinio di frenetico flamenco e trombe mariachi. ‘Absolution 2: Back To The Planets’, sicuramente non è.

Per dare all’album un senso di continuità, dobbiamo in realtà dare un’occhiata ai testi, dove i fan dei soundbite apocalittici, della teoria della cospirazione del cappellaio matto, della sobillazione rivoluzionaria, della roba strana che sostiene che gli alieni hanno inventato tutte le religioni della terra e altri temi del genere cari ai Muse non saranno delusi. L’idea che le carte d’identità sono il primo segno dell’inizio della fine del mondo? Quello è ‘Take A Bow’, Matt: “Revelations ha sicuramente dei punti in comune con questo. Parla di un tempo in cui la gente non sarà più capace di comprare nulla o addirittura di esistere senza un numero. Invece di farti un colloquio, ti passeranno semplicemente sotto un lettore ottico. Così in un colpo solo otterranno informazioni sulle tue finanze, la tua salute, tutto quanto.”. La teoria che la Terra è in realtà una sfera in espansione risucchiata verso il gigantesco buco nero al centro dell’universo (una metafora spirituale)? ‘Supermassive Black Hole’, amico.

La paura che la nostra civiltà faccia la fine dell’Impero Romano? Date un ascolto a ‘Knights Of Cydonia’, il brano surf-prog che chiude l’album. La perdita della speranza a seguito di guerre ingiustificabili? È tutto racchiuso nella coppia centrale di ‘Soldiers’ Poem’ e ‘Invincible’. E per quello che riguarda ‘Exo-Politics’… “Parla della possibilità di un’invasione aliena orchestrata e creata dal New World Order,” spiega Matt, assolutamente senza l’ausilio di droghe pesanti. “Ci sono delle persone che pensano che nei prossimi dieci anni ci sarà un’invasione aliena organizzata. Non ci sarà un’invasione ma vedremo degli alieni. E se non si faranno vedere, ci saranno sicuramente dei dibattiti a riguardo. Ci sono in giro davvero delle cose buffe. Un sacco di cose che, se le metti tutte insieme, aumentano la sensazione che qualcosa di grosso succederà nei prossimi dieci anni. Puoi pensarci e farti sopraffare dalla paura oppure puoi analizzare la situazione e renderti conto che è tutto organizzato per tenere a bada la gente.”

Be’, forse. Ma dove ‘Absolution’ osservava impotente l’umanità soggiogata dai leader mondiali corrotti e da disastri ambientali abusivi o galattici (e senza dubbio, ‘Black Holes And Revelations’ ha la sua bella parte di paranoia sul cambiamento del clima/crisi del petrolio/implosione globale), in ‘Assassin’, brano chiave del nuovo album, Bellamy sembra incitare ad una rivoluzione globale – “Shoot your leaders down/And join forces underground…. Destroy demonocracy”.
“Credo che ci stiamo sempre più avvicinando a quel momento,” ammette Matt. “Se consideri quelle proteste in Francia, la portata e il livello della protesta non è affatto correlata al motivo della protesta stessa. Credo ci sia qualcosa sotto che la gente inizia a percepire, in particolare le generazioni più giovani. Ci sentiamo come se fossimo nati in una specie di situazione pre-impostata dove non siamo in grado di controllare nulla. Abbiamo anche una popolazione che invecchia ogni giorno e quel fattore di controllo è un po’ stridente. So, attraverso questo album, di apparire pessimista e frustrato ma allo stesso tempo non sono contrario a mosse rivoluzionarie e non mi vergognerei di aver incitato una piccola rivolta, se fosse per una buona causa.”

È giunto il momento. Il New Muse Order è in ascesa.

Black Holes And Revelations uscirà il 30 Giugno 2006 (Helium 3/Warners)

Track listing:

TAKE A BOW / STARLIGHT / SUPERMASSIVE BLACK HOLE / MAP OF THE PROBLEMATIQUE / SOLDIER’S POEM / INVINCIBLE / ASSASSIN / EXO-POLITICS /
CITY OF DELUSION / HOODOO / KNIGHTS OF CYDONIA
postato da: Franfiorini alle ore 20:19 | link | commenti (2)
categorie: muse
lunedì, 12 giugno 2006

Radiomusosglaps

Il podcast di domenica, scaricabile o strimmabile.
postato da: Franfiorini alle ore 20:22 | link | commenti
categorie: radio
venerdì, 09 giugno 2006

Radiohead live at Boston.

Un ultimo live dei Radiohead nel sito dove ne contiene a iosa.
postato da: Franfiorini alle ore 22:03 | link | commenti
categorie: musica
giovedì, 08 giugno 2006

Metallica live.

postato da: Franfiorini alle ore 23:17 | link | commenti
categorie: musica
mercoledì, 07 giugno 2006

Muse- Knights of cydonia

Mp3
Testo:
Come ride with me
Through the veins of history
I'll show you a god
Falls asleep on the job

And how can we win
When fools can be kings
Don't waste your time
Or time will waste you

No one's gonna to take me alive
The time has come to make things right
You and I must fight for our rights
You and I must fight to survive
postato da: Franfiorini alle ore 14:48 | link | commenti
categorie: muse
martedì, 06 giugno 2006

Rieccoci.

postato da: Franfiorini alle ore 22:53 | link | commenti
categorie: radio

Radiohead live in boston.

postato da: Franfiorini alle ore 21:24 | link | commenti
categorie: musica
venerdì, 02 giugno 2006

Muse - Map of the problematique

Lyrics:
Fear, and panic in the air
I want to be free
from desolation and despair
and I feel like everything I see
is being swept away
and I refuse to let you go

I can't get it right
Get it Right
Since I met you

Loneliness be over
When will this lonliness be over?

Fear
Our future on the run, running away
and our judgement has began
No one Thinks they are to blame
why can't we see
when we bleed we bleed the same

I can't get it right
Get it Right
Since I met you

Loneliness be over
When will this lonliness be over?
Loneliness be over
When will this lonliness be over?

Took it from Muse Board.
Mp3.
postato da: Franfiorini alle ore 20:18 | link | commenti (3)
categorie: muse

Rolling Stone parla dei Muse.

Tra le tante, la rewiew anche di Rolling Stone
postato da: Franfiorini alle ore 14:23 | link | commenti
categorie: muse

Elbo.ws

C'è un simpatico aggregatore per tenere sottocchi i post che vengono dedicati ai vostri artisti preferiti.
Mettiamo caso che a noi interessino (ma guarda un po'!) i Muse.
Con Elbo basta digitare la ricerca ed ecco tutti i post.
postato da: Franfiorini alle ore 14:18 | link | commenti
categorie: musica

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Sono qualcuno che ha l'esigenza di scrivere ma non la proporzionalità diretta ad essere letta.

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