martedì, 21 luglio 2009

Eh.

Stanotte ho sognato che questo spazio non era più mio.
Hackerato, o simili.

Ora, indipendentemente, sto dimmerda.
postato da: Franfiorini alle ore 02:27 | link | commenti
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domenica, 07 giugno 2009

Scarti: 26.08.07

Questi qua di fronte, in non alti, han passato tutta la sera a discutere. Lei ha preso il bar, da gestirlo, mi pare a Baganzola. Lui lavora nell'edilizia. Si son cambiati la macchina. Sarà un anno e mezzo che stanno qui a convivere ma continuano a discutere, a urlarsi dietro. Mai visto un momento dove ridevano, chessò. Sì, dici, lo faranno in casa loro, ma allora perché litighi sortendo sul balcone?
Dicevo, qui i puffi con le crocs continuano a discutere. Litigare diciamo, ché io discutere lo faccio spesso ma non tiro in mezzo la madre, la sorella, i moccoli e cose del genere, son più soft. Perché stai insieme, se è così? Ah, boh, dite quella cosa che non esiste e che è solo una proiezione del proprio ego in qualcunaltro altresì detta dai poeti cortesi amore? Nah. Qui è disperazione dello stare soli e voglia di condividere le spese, non riempiamoci la bocca di concetti.


C'era de Saint Exupèry, mica il primo cazzaro, che diceva una cosa bella, ché è un po' il paradigma del tutto, fregandosene dell'amoretesorosalsicciaepomodoro concetto che però va tanto (poi dopo due anni ti svegli, finisce l'anestesia ormonale e ti stufi, ché va così). Invece ello diceva: "Amore, non è guardarsi l'un l'altro, ma è guardare insieme nella stessa direzione"
postato da: Franfiorini alle ore 02:29 | link | commenti
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giovedì, 30 ottobre 2008

Settembre 2008.

Per me il sintagma medico cattolico è un gigantesco ossimoro.
Spiego.
Quando ciascuno di noi è nell'espletamento della sua professione, secondo me, non deve -nei limiti del penale- porsi paletti.
Perché pestellarci tanto le gonadi parlando di libertà altrui?


La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l'ignoranza è forza.
postato da: Franfiorini alle ore 19:20 | link | commenti
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mercoledì, 08 ottobre 2008

Metà 2007.

Ieri per esempio è morto anche il mio secondo nipote, a corollario di una giornata che psicologicamente per me non andava, per nulla. Lì che fai, che pensi, che dici è tutta una cosa inutile. Stavolta stavo lì ad aspettarmelo senza che mi ero fatta illusioni o avevo provato dell'affetto per quella creatura parentale. Quando me l'ha detto all'ora di cena mio zio io sono andata subito a chiedergli: "e la madre già si fa per superare il dolore?". Con mio zio non tanto felice. Però almeno il sarcasmo rimane. Perché poi quella che si fa per il dolore fisico sono anche io, e non è bellissimo tornare a cercarsi la vena e guardare lì la siringa, sperando che il liquido non ti faccia bloccare qualcosa lì che batte, perché potrebbe. Perché sei sempre indeciso su quel concetto di valore della vita. Beh, ecco, poverino almeno il nipote ha smesso di soffire. Mia cugina pure sarebbe bello smettesse di soffrire. Invece con quella cosa... quella comprensione non siamo mai andati avanti. Invece anche se te ti dovevi svegliare per andare là nella zona dell'ospedale sei stata fino a tardi col marito della cugina al telefono. Cercando di tenere la freddezza. Continuando a ripetergli che in fondo sono cazzi suoi e che non deve proiettare su di me aspettative affettive che non ci sono. E poi ti chiedi perché ci sia tutto quello per te. Per una persona del resto stanca e malata, che ha passato il pomeriggio con delle crisi di pianto che neppure le donne in depressione post-parto. Beh, è peggio di un parto. Però ritrovarsi così, alla punta di una piramide verso cui tutti si girano. Da una parte è bello, divaga e ti da molto. Dall'altra hai i cazzi tuoi, e ti piacerebbe saper risolvere quelli. Io, che devo invece pensare quale sia la vena migliore. Io che però sto andando troppo in dipendenza dal non sentir dolore e dovrei invece imparare a conviverci se voglio in un modo o nell'altro continuare a respirare.
postato da: Franfiorini alle ore 03:17 | link | commenti
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martedì, 23 settembre 2008

Attempt/4.

Ho tentato il suicidio per la 4 volta stasera. La cosa peggiore è che ho ringraziato il medico che mi ha aiutato con un calcio nelle palle.
No, così non va. Ma per me la soluzione resta solo una senza via d'uscita.
Mi piacerebbe molto non esserci più, tanto sono una persona inutile che non riesce a far nulla di buono al mondo.
postato da: Franfiorini alle ore 01:17 | link | commenti (3)
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venerdì, 05 settembre 2008

Ago 2006: Tu non mi vuoi bene, vuoi soltanto il mio biscottino.

Io odio andare ai matrimoni. Fossi un legale ci andrei volentieri, e invece non studio legge. Ho il romanticismo a volte a livelli da Mar Morto, e... beh, sì il titolo è un tributo a Stewie Griffin e la sua caduta delle illusioni quando la bimba dell'asilo gli chiedeva i biscotti e non la sua persona. Ecco. Non so, alla fine mi faccio sempre incastrare. Devo togliermi dai maroni 'sta gentilezza e a volte piantare scuse inventate plausibili. Solo che in quel momento di fronte a sposi entusiasti e genitori commossi nonglielafo. Porca zozza. Il sedici agosto mi hanno incastrata, ecco. Ma soprattutto mi da noia interagire ai matrimoni e rivedere gente che si conosceva. [incompleto]

postato da: Franfiorini alle ore 02:55 | link | commenti
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mercoledì, 03 settembre 2008

Agosto 2006: Tu da me non avrai che l'assenza.

Cosa fareste se il vostro rapporto con un genitore che al massimo si è compiuto nel complimento "sei troppo alta per essere una donna, potevi essere alta come tua madre" ma si è declinato trattando te come una leptospira o come una pseudomembrana da difterite?

Ecco, aggiungete che magari col suddetto fornitore di parte del vostro partimonio genetico abbiate un rapporto che si declina in 30-40 caratteri al giorno del tipo: "Notte" "notte freddo" "notte sono inca" "notte stanchissimo" "buon fine settimana". D'un tratto lo vedete uscire dall'ascensore, quel genitore che per comodita supponiamo sia quello di parte maschile. Lo vedete diverso dagli stessi giorni dell'anno prima. Più basso di voi, col cranio rasato a non far distinguere più alcuna differenza tra zone glabre e quelle fornite di bulbi piliferi. Forse con lo stesso peso, ma più basso di voi. Sempre un omone, con quella barba di un paio di giorni incolta. Voi con uno scatolone in mano, a guardarlo per alcuni secondi prima che vi salutasse lui, perché magari la vostra testa per quei cinque secondi di gap pensava a quello che vedeva e non riusciva a collegare la testa al centro del linguaggio. Ti saluta, si sporge porgendoti la guancia per darti un bacio su quella tua corrispondente. Tu ti desti da quel pensare e distendi la fronte, fai altrettanto e guardandolo dici: "Ti ho portato le piante, dove te le lascio?". Lui ti risponde di appoggiarle sullo zerbino dello studio, al solito, che ormai è diventato luogo di scambio tra padre e figlia. Quasi è così troppo consunto e infangato che ti andrebbe di comprargliene uno nuovo, di zerbino. Lo riguardi annuendo e pensi che dei due quello malato sembra lui. Quello sguardo perso nel vuoto e un po' fisso che ti ricorda uno dei prof di Patologia. Non sai neanche come chiamarlo come sentimento ma forse non è compassione, è un sentimento simile a dispiacere e rodimento di vedere qualcosa che non... beh, ecco che non sai cosa è. Non è indifferenza, ma è la somma di tante cose susseguite negli anni e che fa sorprendere quelli che ti sono vicini per come continui a parlare e trattare con qualcuno. E non sai se fai bene, o se sbagli del tutto.

postato da: Franfiorini alle ore 02:24 | link | commenti (1)
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Agosto 2006: Hobby and work.

Se esiste unico, in un insieme R, un difetto tale che mi fa sbroccare è la tendenza degli altri a farsi i cazzi degli altri. Esplico, da buona portiera non mi da fastidio il taglia e cuci, che, signora mia, è ganzo. Ad esempio da quando mi han detto che il figliolo dei vicini forse è omosessuale. Vivaddio gente, sarebbe finalmente il primo normale in quella famiglia che comunque ha due gatti meravigliosi fotogenicamente parlando di cui vi si darà omaggio sul flickr.

Ma snoccioliamo la questione. Quanto danno noia a voi i consigli non richiesti? Minchia, tantissimo. Per di più, e voi mi conoscete cari quattro i miei abitudinari che mi avete seguito anche via brevi messaggi di testo 'st'estate, io non è che trattenga segreti di stato. Ma mettiamo che un soggetto A dica a un soggetto B i cui geni sono ereditati in parte da voi che è giusto fare i passi da bravo papà, magari dopo cinqu'anni dove vi passavate vicini e non vi salutavate, vi inviava jatture e vi aveva scritto vaiafarelamendicanteconlepezzealculoecambiacognome. Ecco, d'un tratto il soggetto B esegue le diritture del primo fascicolo e insiste per circa quattro giorni con: andiamo a vedere un casale che sta oltre la frontiera di culonia. E te rispondi: ma guarda che non è che mi interessa. E lui ribatte: beh, perdincibacco, vieni a vedere la stalla restaurata che ci potete mangiare settanta persone. E te rispondi: ma dove cazzo le trovo settanta persone? [mica sono Neri con la Blogfest o il Cipollotto che ne conosce ottocento...] anzi, dove le trovo settanta persone che voglion venire qua, almeno c'è la cucina? E lui: c'è il bagno, ma senza porta. A volte il muro da più soddisfazione: ascolta.

Che poi magari fa leva sul che gli avevi chiesto se aveva dei cucchiai in più, e lui ti dice che sono lì. Cazzo, l'hotel sottocasa e ha i cucchiai a Culonia? Che poi, come mai i cucchiai poi saltano fuori mezz'ora dopo che ti dico no?

Quando sei al secondo fascicolo arriva un nuovo invito: andiamo a cena fuori assieme. Minchia, qui si è già non potuta vedere la prima coppietta sglapsica ovvero la Ari e il Tk, non ho potuto conoscere una mia fedele e dolcissima lettrice sinalunghese mia omonima, non s'è potuto fare un cazzo e te mezz'ora prima mi chiedi con un tono tipo diktat se si esce? Staminchia. Il problema magari è che tu, postadolescente cresciuta non sfanculizzando neppure la tua capo che ti chiama il sabato alle sette chiedendoti di andare a Modena che è questione di vita, morte o ufficiale giudiziario, ti trattieni troppo dal rispondere come vorresti. Ovvero anziché dire "Ma come mai ora tutta sta cortesia anche se debbo parcheggiare la macchina dopo 300 metri di salita al 14 percento e non mi passi la linea telefonica per internet che sennò spendi e non mi fai scendere in hotel a farmi l'espresso ché sennò consumo ossigeno e io sto qua col nescafé porcomondo..." dici solo "mah, boh, non mi va granché ultimamente non ho molte energie e poi ho da studiare."

Perché, cazzo. Forse perché da fastidio cambiare una situazione che speri sempre migliori.

Poi casualmente, mentre sei sul balcone ascolti il soggetto B che dialoga col soggetto A circa un certo invito a cena, che il soggetto B ci ha provato che però la figlia è la solita stronza esigente che non lo vuol cagare e lo allontana e quindi non ha accettato. Il soggetto A da nuove direttive che poi stranamente il soggetto B metterà in atto con il soggetto figliasolitastronza. Che è, la soggetta, un simpatico burattino da ostentare, pare.

Dici a te stessa che hai fatto bene, orsù, a non fidarti nuovamente perché tutta la manfrina era finalizzata magari a una simpatica recita paesana del babbo tanto buono. Che non è che lui è sincero, no, ma sa fingere così bene di esserlo da farti sentire quasi in colpa. Che si fa comandare dagli altri a bacchetta e fa quello che dicono loro, che magari però a loro mancano tutti i capitoli delle puntate. Che quei capitoli, tra quelli detti e non detti, sono molti. Che non ho mai detto per bene agli amici e alla mamma perché ho paura di mio padre, sì, paura diciamo anche fisica. Che non te ne frega passare né per stronza o per martire anche se c'è questa tendenza ad attribuirti cose che non hai fatto [c'è chi pensa che abbia organizzato fuffose competizioni per internet e c'è chi pensa che io abbia trattato male mio padre, non so perché faccio l'effetto di Condoleeza Rice] E alla luce di tutto ciò, la prossima volta, il vaffanculo è sulla punta della lingua.

Ah, e il suggerimento a voi fedeli lettori è uno. Quando vi scappa un suggerimento, se proprio vi scappa e nessuno ve l'ha richiesto scrivetevelo in un biglietto e fate come Rockerduck con le bombette. Mangiatevelo.

 

postato da: Franfiorini alle ore 02:23 | link | commenti
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giovedì, 28 agosto 2008

17.08

Son qui da cinque giorni, ho la salute a troie.
Probabilmente ho più motivi di tutti voi di considerare questo mondo una merda. Ma ci potrebbe essere l'illuminato che ti può dire di pensare a chi sta peggio di te.
Perché dovrei pensare a una bimba indiana orfana col marasma, la cloaca e una displasia congenita dell'anca quando io sarei nata in un paese industrializzato? Ragionando sulle condizionidi base va a me peggio.
Dovrei solo trovare il modo di cessare tutto ciò. Per sempre. Ma vedere mia mamma piangere mi trattiene, anche se a volte penso che nessuno mi voglia bene.
postato da: Franfiorini alle ore 00:46 | link | commenti
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mercoledì, 27 agosto 2008

Giorni come questi in cui mi taglio, in cui voglio incessantemente morire prima che mi impasticchi per non pensarlo.
Sono un disastro, una persona che non ha diritto a vivere, una persona a cui nessuno può fregare nulla.
postato da: Franfiorini alle ore 23:49 | link | commenti (1)
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martedì, 26 agosto 2008

L'unica cosa che vorrei riuscire a fare, ora, è farla finita al più presto.
postato da: Franfiorini alle ore 02:19 | link | commenti
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giovedì, 14 agosto 2008

11.08.08

Mi sento un contenitore vuoto di un'anima morta ammazzata a novembre passato.
postato da: Franfiorini alle ore 03:36 | link | commenti (1)
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venerdì, 11 luglio 2008

No data.

Star male calpesta la dignità umana.

L'essere umano è giustamente egoista [l'evoluzione, perdio]

Tutti gli uomini mentono [e House docet]

Il tumore, cancro, neoplasia, carcinoma -sebbene queste parole in termini medici non si equivalgono- sono ancora viste come un'onta. A volte parlando con altre ragazze malate l'ho paragonato a una violenza sessuale. Una violenza a volte peggiore, perché psicologica. C'è tanta paura a parlarne, perché da una parte nella mentalità comune c'è paura di esser visti come untori, di essere compatiti, di essere visti come portatori di una lettera scarlatta.

Checché se ne dica male incurabile è stata la definizione banalmente buonista dell'ultimo mezzo secolo. Da piccola, con la mia misura strana di tutte le cose, pensavo che male incurabile fosse il mmm... male oscuro? La depressione ecco.

Sappiate che non si morde, sebbene il cancro sia chiamato così per quella forma che acquisiscono le cellule, che impazziscono perdendo la costituzione solita dell'architettura della cellula, come le chelette del granchietto.

Che poi se sei un survivor te ne chiedono di ogni. La cosa più bella è la caduta dei capelli. Minchia, siamo circondati da tremila cesareragazzi:

"Uh, allora ti sono cascati i capelli."

"no."

"Come no?"

"Eh, no."

"Ma cadono a tutti..."

"No."

"Non è possibile."

"..."

Al tremilaeuno magari dici che ti son cascati i capelli quelli in mezzo alle gambe. Che magari poi il problema impellente che guardavo più io non era la riga se portarla al centro o di lato ma che magari uno poteva diventare un po' sterile o gli altri cazzi e mazzi mentre ti orientavi tra citotossici, citostatici che ti fanno venire tumori secondari 25 anni dopo, mostarde azotate che non van bene col bollito e salcazzi vari. Ah, poi il catetere venoso, che figata. Sì, anche la cachessia, l'astenia e compagnia. Ragazzi miei, ci vogliono due coglioni -metaforici anatomici- tanti per sopportare tutto ciò. E ci vuole altrettanto stomaco per rimanere sani dopo. Vi spiego, quelli che hanno avuto storie cliniche più semplici non sanno, ma uscire da brutte malattie è come essere congedati dalla guerra. Si diventa Marine, quelli congedati dal Golfo che hanno ricordi, ansie e salcazzi.

postato da: Franfiorini alle ore 02:21 | link | commenti (2)
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venerdì, 08 febbraio 2008

Drafts: 7 ottobre.

Cosa non fare se ci avete l'affanno di essere blogstar.

a) non fare come me. Osservatemi bene e fate l'inverso.
b) andare a commentare ovunque e cercare il commento giusto e appropriato per tutti. Mica il "ehi, ciao, passa da me". Ma il commento deve essere proprio pubblica relazione, cazzo. Deve essere una cosa per cui il blogger deve risultare tipo uomo Rinascimentale e saperne di ogni da cosa fa per vivere Luca Dorigo e soprattutto chi cazzo sia egli.
c) averci il blog su wordpress o similia così puoi averci il redirect dei tizi che seguono il tuo feed e incrementare il contatore di feedburner. Io ad esempio solo in bloglines ho 20 tizi che ci han il feed di splinder quello base. Ora capisco che le mie foto di flickr sono aberranti, ma che ne so, ditelo come già fece qualcuno che sovente mi mette sul Phonkmeister.
d) andare a salcazzocamp, viaditornocamp, siamotuttiquicamp, raduni della Barilla, convention con Philippe Daverio. Filmate, twittate, stilografate tutto e sillabate il nome del vostro blog. Si chiamano pubbliche relazioni, ma 2.0. Non fate come chi (coff) tiene pure spento msn sovente.
e) scrivere di cose che la gente va per forza a cercare. Per esperienza? Azotemia, trombonave, Paolo Nutini. Certo, magari se avete rantoli di dignità un po' la calpestate, però oh, cazzo mica potete avere tutto.
f) inventarvi contest o premi inutili ma aggregativi. Che è bello, fa tanto comunanza di interessi. Naturalmente non fate come me, metteteci molta figa, che è quello il perno.
g) le strade son due: o essere melensi con tutti con commenti tra lo spompinaggio e il pucci-pucci-amichetto-mio-tevojobbene o divergendo totalmente polemizzando con tutti e a volte anche con se stessi, autoinviandosi mail flammanti e minatorie da riportare sul blog perché fa tanto è-un'ingiustizia-però.
i) prefiggersi qualche obiettivo, sennò se tenete il blog come una cosa così, per scherzo, non è che vi vengono a cercare anche se scrivete bene, se ci avete un QI di 125 ormai non è che ormai vi serve più a una mazza.
l) non pensare mai che l'essere blogstar non è remunerativo (eccetto casi in cui ti regalano cose)
m) palesarsi anziché essere anonimi.
postato da: Franfiorini alle ore 21:42 | link | commenti
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domenica, 07 ottobre 2007

17/09/2007

Da stamani sto mandando giù più cibo che neppure io lo so dove ci ho sta capienza perché mica ho ben chiaro come ti ci possa entrare una schiacciatina, una fiestanoncivedopiùdallafame, un panzerotto, due fettine di salame, un tocco di montasio e un piatto di pasta.

Io normalmente (c'è chi può dirlo, ed è magro e vicentino o magro e abitante in Canada, ad esempio) in una settimana non mangio un cavolo o quasi.
Il fatto è che secondo me uno dei miei neuroni ha visto come è il fisico di Britney ora e sta pensando che non è un bene che il mio fisico sia diventato migliore. Ennò. Quindi mi sto scofanando di tutto.

Che non è bello eh. Per digerire mi ci vorrebbe l'Unicum, dico io. Ma tanto non posso prenderlo, sarà un giro vizioso e via andare. Quindi rutterò sugo (che è aberrante) alla campagnola o come cazzo è della Barilla. Mi faccio pat pat e le fusa da sola, come al solito, che vi devo dire. Oltre al masochismo qui si sta sviluppando dell'onanismo mi sa.

[certo che dopo aver parlato di denti parlo anche di cibo. Se si prosegue così per sabato arriviamo a parlare di feci, state sintonizzati...]

Per dire, ho ripreso su un chilo. Perché il mio corpo è intelligente: serve triptofano? sì, e allora assumiamolo sotto forma di pasta e dolci.
(ora io non capisco: perché il magro e abitante in Canada non ingrassa mai sebbene faccia 6 pasti al giorno. Sei pasti se stiamo buoni. Del tipo, ora ci sto chattando, sono le sei del mattino a Tokio e smangiucchia in camera avanzi della sera prima come antipasto alla colazione. Ciclo continuo si chiama)
postato da: Franfiorini alle ore 16:21 | link | commenti (1)
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Sono qualcuno che ha l'esigenza di scrivere ma non la proporzionalità diretta ad essere letta.

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